Ecodesign

15. Luglio 2008

Gli oggetti d’arredo riempiono le nostre case e le vetrine dei negozi, ma spesso sono frutto di produzioni o importazioni che non hanno alcun rispetto per l’ambiente. Troppe volte in passato non ci siamo fatti domande sulla loro provenienza e sul trattamento riservato a coloro, adulti e bambini, che li hanno realizzati. Ora però un nuovo design responsabile propone oggetti più meditati anche sotto l’aspetto del consumo energetico e del ciclo di vita che trasforma gli accessori da semplici sfizi a veicoli di una nuova sostenibilità.

“il ruolo dei designer è quello di interpretare le innovazioni, traformandole in cose che possiamo usare”, dice Paola Antonelli, curatrice della’area design del Moma di New York. Quasi naturale dunque, da questo punti di vista, che in un’epoca di ripensamenti sull’utilizzo dell’energia e delle risorse, il design si faccia portatore di istanze ambientali.
D’altra parte, su un piano più realistico, è ancora lunga la strada che il settore deve percorrere nella direzione della sostenibilità.
” La cosa paradossale”, afferma Ezio Manzini, docente di deisgn del Politecnico di Milano, “è che nel momento in cui tutti invocano il design come salvatore della traballante economia italiana, l’idea prevalente proposta è quella di uno strumento di spettacolarizzazione di produzione, insostenibile e inefficente, sopratutto in termini di competitività internazionale”.
Il recente Salone del Mobile ha mostrato proprio il superamento di questo stereotipo. Se molti designer presenti erano ancora portatori di una cultura del bello, o del lusso, insostenibile, i più innovativi hanno proposto prodotti portatori di una diversa filosofia, una cultura innovativa. E il concetto di design rispettoso dell’ambiente, variamente declinato in green design, eco design, è diventato il marchio di mostre ed eventi ed è stato discusso in incontri e convegni.
“Non solo va ripensato il design, ma anche la figura professionale del designer”, afferma l’architetto Roberto Marcatti, professore nella facoltà di Design del Politecnico di Milano, “fin da studenti i designer dovrebbero imparare a creare opere con un legame con l’attualità e con i problemi del quotidiano e a usare le tematiche ambientali, così scottanti oggi, come risorsa”
(…)
Oggi la ricerca sui materiali si applica anche al mondo concreto del design legato all’arredamento e ai manufatti per la casa, il cosiddetto interior design. Su questo tipo di design, nato come progettazione di tipo industriale, è legato nella sua storia, alla plastica, le cose stanno cambiando. Lo mostrano molti oggetti di consumo che si affacciano ora sul mercato. Ad essere impiegato non è solo il classico legno, materiale per eccellenza del mobile, di design o no: si va dagli sgabelli e lounger softseating, di carta e tessuto di Molo design, alle poltrone di cartone di Pharata alle palamde di carta e alle poltrone in sughero di Neo Design, al letto in fibra di vetro di Nicola from Bern. Ma una concezione ancora più sostenibile del design si vede quando il materiale e riciclato “Secondo il pensiero comune ancora, gli oggetti fatti con carta, plastica, legno o alluminio riciclato sono antiestetici o brutti, ma al contrario possono essere pezzi unici di arredamento”, dice l’architetto Marco Cappellini ideatore di Remade in Italy, (www.remadeinitaly.it), progetto lanciato nel 2005 dalla regione Lombardia e coordinato da Cestec, con l’obiettivo di supportare le aziend e i progettisti nello sviluppo di prodotti a basso impatto ambientale tramite il recupero di materiali di scarto. Dalle piastrelle per rivestimento agli appendiabiti, dal puntaspilli all’arredo urbano, dai lavabi ai mobili, sembra che tutto possa essere realizzato con materiali di scarto e con risultati sorprendenti.
Fare design con materiali di riciclo può significare anche usare in maniera creativa e dando loro una destinazione nuova, gli oggetti scartati o trascurati. Un esempio di questo riuso, definito anche “redesign”, è quello operato da Fethi Atacol: una persiana è trasformata in un porta cd, una pentola diventa un orologio e da uno scolapasta si crea una lamapda. “Assemblare materiale di scarto, mantenendo visibile la funzione originaria, conferisce alle cose una nuova dignità”, afferma l’innovativo designer. E rispetta anche l’ambiente.

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Alessandro Boz

Sono un arredatore d’interni con oltre 25 anni di esperienza nell’arredamento per la casa: cucine, camere, camerette, arredo bagno, zona living e studi. Nel corso degli anni ho fondato i brand Outletarreda e Cucine Clara, il primo dedicato alle soluzioni d’arredo con il miglior rapporto qualità-prezzo, il secondo dedicato a chi desidera cucine su misura personalizzate a livello sartoriale.
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