La case prefabbricate in legno fino a poco tempo fa non erano molto diffuse in Italia. Colpa dei pregiudizi nei confronti della costruzione in legno e della tecnica di prefabbricazione. Ma ora si fa strada questa alternativa all’edilzia tardizionale. Sostenibile, rispettosa dell’ambiente e a risparmio energetico.

Ricordate la favola dei tre porcellini, in cui la casetta di legno viene spazzata via dalla furia del lupo e solo il porcellino lungimirante, che ha speso tempo e pazienza per edificare una casa di mattoni, riesce a sopravvivere? Secondo le conoscenze attuali probabilmente i ruoli dei personaggi sarebbero invertiti: quello più accorto costuirebbe in legno e in poco tempo… La favola, pur ingenuamente, rifletteva un insieme di pregiudizi tipici del modo di pensare collettivo e che in Italia si stanno mettendo solo ora in discussione. Il pregiudizio che le case di legno siano abitazioni provvisorie, insicure. E che per avere una casa sicura sia necessaria una costruzione lunga e faticosa. In Italia in effetti prevale una “cultura muraria”, in cui lo scavo è elemento fondante e una costruzione deve rispettare i tempi, spesso lunghissimi, dei cantieri, coi suoi cicli di lavorazione e i tempi di attesa: la posa e asciugatura dei mattoni, della calce, del cemento. Le prefabbricate in legno sfatano queste credenze, dimostrando i vantaggi del legno in edilizia e proponendo un nuovo modo di costruire, veloce, economico ed efficiente.

I VANTAGGI DEL LEGNO

Il legno è un materiale leggero ma resistente“, dice Stefanoi Berti, Dirigente di Ricerca dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr Ivalsa (www.ivalsa.cnr.it). Se infatti facciamo un rapporto tra la massa volumica (Kg/m cubo) e la resistenza alla trazione (km/ cm quadrato), il legno raggiunge il valore 2, superiore a quello dell’acciaio, che è 1,98. “E’ un materiale con una lunga vita“, ricorda poi Berti, “basta pensare a certi tempi lignei giapponesi, di 3.000 anno o ad alcune chiese in Norvegia, che hanno più di 1.000 anni”. Il legno non si degrada infatti, se non nelle zone non ventilate o ben drenate. Usato nella costruzione di edifici, ossia come legno “strutturale”, il legno presenta molte caratteristiche che lo rendono una valida alternativa al cemento. Ha una notevole stabilità dimensionale, anche in strutture multipiano, un’ottima resistenza antisismica, grazie alla sua duttilità. “In molti terremoti della storia, come quello di Lisbona del 1755 e di Reggio Calabria del 1905, solo gli edifici in legno sono rimasti in piedi”, racconta Berti. Il legno poi è sicuro anche in caso di incendio (una trave deve bruciare per più di metà sezione , prima di collassare) e, reagendo al fuoco, non emette fumi tossici e opachi. A queste caratteristiche, tutte provate dai testi di laboratorio del Cnr Ivalsa, si aggiungono l’igene e la salute. Il legno riduce la presenza nell’aria di particelle o gas pericolosi ed evita la formazione di condense. Infine il risparmio energetico. Il legno è un ottimo isolante sia d’estate che d’inverno e in più regola l’umidità dei locali, assorbendo quella in eccesso durante i periodi umidi e rilasciandolla nei periodi secchi.

Fonte: rivista Casa energia

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